La nostra piazza è gioia. Aderiamo e partecipiamo numerosə!
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Sosteniamo la manifestazione organizzata per sabato 12 ottobre alle ore 15 a Roma dalle principali associazioni di precarie e precari della scuola. Di seguito il modulo per le adesioni predisposto dal Coordinamento Precariə Scuola di Bologna. https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSem4XoNTv-h8QfSaow2oAOo3JLyf6ERXAqRbzQRkvtUvSN6pw/viewform Partecipiamo numerosə Aggiornamenti Qui il video dell'intervento del coordinamento precariə scuola bologna https://www.facebook.com/coordinamentoprecariscuolabologna/videos/2577946359260417 Alcune foto
Domenica 13 ottobre h. 15 Piazza VIII agosto A fianco del popolo palestinese che resiste al regime di colonialismo, occupazione e apartheid. Mentre i governi occidentali esprimono indignazione in maniera ipocrita, continuando però ad armare Israele, da più di un anno va avanti il massacro della popolazione palestinese che ha causato ormai più di 42 mila morti, 100 mila feriti e milioni di profughi. Israele, con il sostegno occidentale, continua ad estendere la sua azione criminale in tutta la regione, come dimostra il recente attacco in Libano e in altri paesi vicini che ha già causato migliaia di morti e feriti tra la popolazione civile e che rischia di scatenare un conflitto allargato in tutto il Medio Oriente. Il genocidio in corso si inserisce all'interno del progetto sionista di colonialismo di insediamento basato sulla pulizia etnica e su un regime di oppressione sistematica del popolo palestinese che va avanti da oltre 76 anni. Questo regime coloniale deve essere smantellato, come richiesto dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e dalla Corte Internazionale di giustizia. Nel frattempo, in Italia si vietano cortei e incontri in università per la Palestina, criminalizzando chi rifiuta genocidio e guerra e chiudendo ogni spazio di confronto e discussione. E' necessario È necessario rompere il muro del silenzio, della disinformazione e dell'indifferenza e rilanciare con ancora più forza e determinazione iniziative per chiedere il cessate il fuoco, lo stop al genocidio e la fine del regime israeliano di colonialismo, occupazione e apartheid. È necessario continuare a scendere in piazza a sostegno del popolo palestinese, del popolo libanese e di tutt3 coloro che resistono contro il progetto coloniale sionista. È necessario continuare la mobilitazione per colpire le complicità di governo, aziende, istituzioni e università che garantiscono il sostegno ai crimini di Israele e la sua impunità: sono necessarie azioni di boicottaggio e disinvestimento e la richiesta di sanzioni internazionali contro Israele, incluso un embargo militare con lo stop alle forniture di armamenti a Israele e la fine di ogni forma di cooperazione nel settore militare e della sicurezza. Come Coordinamento Bologna per la Palestina, che unisce più di quaranta realtà cittadine, scendiamo in piazza il 13 ottobre per una PALESTINA LIBERA!
MODIFICARE PROFONDAMENTE IL MODELLO PRODUTTIVO E SOCIALE PER UNA SVOLTA RADICALE NELLE POLITICHE AMBIENTALI - 26 ottobre piovono proteste alle 14.30 in piazza dell'Unità In tutto il Paese e in Emilia Romagna veniamo da anni di politiche ambientali sbagliate e inefficaci per contrastare il cambiamento climatico, affermare nei fatti la vera e necessaria transizione ecologica, fermare il dissesto idrogeologico e il consumo di suolo, attuare politiche per tutelare e preservare i beni comuni. I fenomeni alluvionali di questo settembre e del maggio 2023, in particolare in Romagna e in Appennino, indicano con chiarezza che siamo di fronte ad una crisi climatica, che è il prodotto, in primo luogo, di un modello produttivo e sociale che ha scelto la crescita economica quantitativa a discapito dell’ambiente e della salute delle popolazioni. Nello stesso tempo la progressione della crisi climatica si sta facendo sempre più forte: il carattere irregolare delle precipitazioni con la crescita dei fenomeni estremi, l’aumento della temperatura dell’aria e dell’acqua sta impattando in termini fortemente negativi sull’agricoltura, sulle disponibilità idriche, sull’equilibrio degli ecosistemi e la salute della popolazione. Assistiamo da anni a un asservimento della politica a interessi economici e privati che hanno prodotto gli attuali squilibri sociali, economici, ambientali; squilibri che stanno minando le basi stesse della democrazia come testimoniato dalla sempre più ridotta partecipazione delle persone alla politica, politica che si è resa sempre più autoreferenziale. Nella nostra regione abbiamo visto mettere in campo scelte in netto contrasto con la necessità di uscire dall’economia del fossile come il rigassificatore di Ravenna, il CCS (sempre a Ravenna), il gasdotto Sestino – Minerbio e tutte le altre opere di potenziamento del sistema estrattivo), continuare a puntare sulla logistica e sul modello della mobilità privata basata sull’automobile, sulle grandi opere stradali e autostradali in tema di mobilità (dal Passante di Mezzo a Bologna alla bretella Campogalliano – Sassuolo, dalla Cispadana alla Tibre) a fronte di investimenti nulli o irrisori sui trasporti su rotaia, proseguire nel consumo di suolo, continuare la devastazione del patrimonio arboreo e boschivo, lo sfruttamento ed emarginazione della montagna e delle aree interne, ignorare l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, favorire politiche di privatizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua, dal ciclo dei rifiuti e dalle bellezze naturali. Se poi allarghiamo ancor più lo sguardo, vediamo che il ricorso alla guerra in vaste aree del mondo come mezzo per regolare i conflitti internazionali – al quale ci opponiamo a partire da quanto scritto nella Carta Costituzionale- spinge ancor più ad una regressione del modello economico dominante, rilanciando l’industria delle armi e quella basata sulle fonti fossili, con tutto quello che consegue nel mettere da parte l’idea di una convivenza pacifica tra i popoli e la possibilità della conversione ecologica. È sempre più evidente che occorre promuovere una svolta radicale nelle scelte politiche della Regione, a partire da quelle ambientali e della mobilità, da quelle sull’acqua e sulla gestione del territorio. E non solo, visto lo stretto intreccio che queste hanno con un modello produttivo e sociale, incentrato sul primato del mercato, la svalutazione del lavoro, la progressiva privatizzazione del Welfare. La legislatura regionale che sta alle nostre spalle, e, in specifico, la Giunta regionale che l’ha guidata, ha sostanzialmente aderito e promosso la logica di questo modello, ben evidenziata dal Patto per il lavoro e il clima. Occorre una radicale discontinuità con esso e con l’insieme delle politiche ambientali. D’altro canto le impostazioni negazioniste, portate avanti in primo luogo dalla destra, propongono sia scelte ambientali che di modello sociale ancora peggiori. Esse mostrano l’intenzione di rendere ancora più marginali, se non addirittura da annullare, tutte le politiche che guardano alla transizione ecologica, al contrasto al cambiamento climatico, alla salvaguardia della biodiversità, ad una diversa gestione delle aree interne e di quelle montane, alla costruzione di reali processi partecipativi, a ridisegnare un futuro sostenibile, al ridimensionamento dei poteri forti che continuano a perpetuare l’attuale insostenibile modello di sviluppo. PER UNA SVOLTA RADICALE NELLE POLITICHE AMBIENTALI - 26 ottobre piovono proteste alle 14.30 in piazza dell'Unità A fronte di questa situazione, la scelta prioritaria, per noi, è naturalmente quella di costruire e rafforzare la mobilitazione sociale per affermare la prospettiva di un modello produttivo, sociale e ambientale alternativo a quello oggi dominante. Per questo, chiediamo con forza a chi guiderà la prossima legislatura regionale i seguenti obiettivi prioritari: Tutto ciò richiede anche nuovi metodi di costruzione delle proposte, che non possono più essere calate dall’alto, ma vanno costruite attraverso l’ascolto ed il coinvolgimento consapevole di tutti i soggetti sociali dei territori perché senza questi non è possibile praticare una nuova visione strategica Su queste basi, invitiamo tutte le realtà ambientaliste e sociali della regione a incontrarsi e confrontarsi, valorizzando tutti i possibili processi di convergenza, con l’intenzione di promuovere una grande manifestazione regionale per il 26 ottobre a Bologna, nella quale far vivere le nostre richieste e dare voce alla necessità di una svolta nelle politiche ambientali e sociali nella nostra regione. PROMOTORI:Comitato Besta BOComitato contro ogni autonomia differenziata ERConfederazione Cobas BO Legambiente ERParents for Future BORete Emergenza Climatica e Ambientale ERUn altro Appennino è possibileUSI CIT BO, MO, PR e RE RITROVO 26 ottobre piovono proteste Piazza dell’Unità ORE 14:30 ARRIVO in Piazza Nettuno PER ADERIRE SCRIVERE A: recaemiliaromagna@gmail.com (si ringraziano per le foto le Brigate di Solidarietà Attiva) PER UNA SVOLTA RADICALE NELLE POLITICHE AMBIENTALI - 26 ottobre piovono proteste alle 14.30 in piazza dell'Unità Intervista ad Alessandro Palmi Verso il 26 ottobre
Cobas Scuola invitano a scioperare tutto il persoanle delle scuole dell'Emilia Romagna per la giornata del 31 ottobre. Qui l'articolo Lo sciopero è indetto: Cobas Scuola Emilia Romagna
Corso di Formazione Nazionale per il personale della scuola pubblica statale in collaborazione con ASSOPACE PALESTINA A SCUOLA DI GUERRA: LA QUESTIONE PALESTINESE NEI MANUALI SCOLASTICI IN ISRAELE E PALESTINA Giovedì 5 dicembre 2024 - ore 8.30 – 13.30 (in presenza) IIS Belluzzi - Fioravanti Via G. D. Cassini, 3, Bologna Piattaforma SOFIA: in attesa di avere ID Link per iscriversi: https://forms.gle/RAeWxinePamMgQyd9 PROGRAMMA COMPLETO AGGIORNATO E MODULO DI ISCRIZIONE L’attività di formazione è stata concepita per intercettare un diffuso bisogno del personale docente di approfondire la conoscenza del conflitto israelo-palestinese: una tematica nell’ultimo anno particolarmente presente nel dibattito pubblico ma che ha delle radici profonde nei processi di costruzione dell’identità nazionale, nel colonialismo e nelle tante questioni del Novecento. L’aggravarsi del conflitto richiede, anche nel confronto con studenti e studentesse, una preparazione ed una conoscenza approfondita dei fenomeni storici e politici che sono in atto nel quadro mediorientale e che vada ad indagare anche la costruzione dell’ideologia e dell’identità nazionale degli attori in conflitto. Per tal motivo la giornata è stata costruita partendo dalle ricerche di studiose come Nurit Peled-Elhanan e Samira Alayan che hanno lavorato proprio sui temi della costruzione dell’ideologia e della propaganda nelle scuole israeliane e palestinesi: i libri di testo, oggetto di queste ricercatrici universitarie che lavorano in Israele, sono uno dei tanti strumenti - forse quello più evidente, attraverso cui viene attuato un processo di costruzione dell’identità e allo stesso tempo di rappresentazione dell’altro come nemico. Per le docenti e i docenti presenti saper riconoscere e decodificare questi fenomeni politici e culturali, usando il caso studio della questione palestinese, costituisce un bagaglio fondamentale da poter utilizzare anche in altri contesti e di fronte ad altri casi di studio, in cui si vengono a creare stretti rapporti tra storia, memoria, identitarismi e conflitto. La giornata sarà strutturata attraverso tre interventi oltre quello di apertura: Peled-Elhanan e Alayan entreranno nel merito della riflessione analizzando i manuali scolastici utilizzati nelle scuole dello Stato di Israele e della Palestina; infine la ricercatrice della Scuola Normale di Pisa Federica Stagni racconterà il ruolo complesso e controverso delle università israeliane nella storia della occupazione palestinese.
Cobas Scuola Bologna e Coordinamento Precariə Scuola Bologna organizzano lunedì 16 dicembre alle 18 al Circolo Arci Guernelli di Bologna un incontro con Paolo La Valle per parlare del suo libro "Gli automotivati" (Ed. Alegre) in cui l'autore riflette sulla sua esperienza di docente in un istituto tecnico-professionale della cosiddetta "Motor Valley" emiliano-romagnola.
PER UNA MOBILITAZIONE PERMANENTE SUI TEMI AMBIENTALI SABATO 25 GENNAIO ore 9,30 – 17 Bologna – Centro Costa – via Azzo Gardino, 44 Si prega di preavvisare la propria partecipazione in modo da consentire l'organizzazione del pranzo e di portare cambi i 12 euro. Mettiamo insieme i movimenti ambientalisti (e non solo) della regione per: • uscire dall’economia del fossile• difesa, ripubblicizzazione ed estensione dei beni comuni• moratoria su tutte le opere che prevedono ulteriore consumo di suolo, rigenerazione degli edifici esistenti e messa in atto di un forte progetto di riassetto idrogeologico• cancellazione della legge regionale 24/2017 in tema di consumo di suolo pubblico e privato e sua rivisitazione radicale approvando la legge di iniziativa popolare in materia• moratoria e ridiscussione delle grandi opere stradali in connessione con il forte rilancio del trasporto collettivo e della mobilità ciclabile e pedonale • stop definitivo a nuovi impianti a fune volti a sostenere lo sci da discesa e tutela della montagna• ridiscussione degli assetti aeroportuali e della gestione del traffico ad essi connesso• stop definitivo all’espansione degli allevamenti intensivi e programma per il loro superamento; incentivo alle filiere produttive bio e kmzero• approvazione delle proposte di legge di iniziativa popolare regionale in materia ambientale• per la coesione sociale e territoriale, contro ogni autonomia differenziata e la legge Calderoli e per sostenere il probabile referendum per abrogarla integralmente• contro il DDL “sicurezza”, la svolta repressiva e l’economia di guerra 𝗜𝗡𝗙𝗢 𝗟𝗢𝗚𝗜𝗦𝗧𝗜𝗖𝗛𝗘 DALLA STAZIONE: 10 minuti a piedi oppure prendere il bus 33, scendendo poi alla terza fermata a Porta LameDALL’AUTOSTRADA: prendere la tangenziale, uscita 5 LamePARCHEGGI: parcheggio a pagamento RIVA RENO | APCOA,Via Azzo Gardino, 61b, Via del Rondone, 2 per info scrivere a: recaemiliaromagna@gmail.com
TRASPORTO PUBBLICO PER TUTTE E TUTTI - NO AL RINCARO BIGLIETTI ASSEMBLEA CITTADINA SOTTO IL COMUNE! venerdì 14/2 ore 18, Piazza Maggiore sotto Palazzo D'Accursio AGGIORNAMENTI PER DOMANI! - In caso di pioggia l'assemblea si terrà sotto il porticato del Comune, sempre alle ore 18 Palazzo D'Accursio. Hanno aderito fino ad adesso: Comitato Besta, RECA Rete Emergenza Climatica e Ambientale Emilia-Romagna, Ecoresistenze, Cambiare Rotta, Potere al Popolo Bologna, USB, SGB, OSA - Opposizione Studentesca d'Alternativa, Rete dei Comunisti Bologna, Rifondazione Comunista Bologna, Giovani Comuniste/i Bologna, Sinistra Unita Bologna, PCI Bologna, comitato Bologna l’Aeroporto incompatibile, Citta Invisibili, Centro Sociale Culturale Villa Paradiso, Confederazione COBAS, Comitato No Palazzoni Due Madonne, Extinction Rebellion Bologna, Assemblea No Passante, circolo Granma ASSEMBLEA CITTADINA SOTTO IL COMUNE! venerdì 14/2 ore 18, Piazza Maggiore sotto Palazzo D'Accursio Biglietti Tper più cari del 53%, da 1,50€ a 2,30€, così il trasporto pubblico di Bologna diventerà il più caro d’Italia, sempre più al servizio dei turisti e non di chi in questa città ci vive, lavora, studia. Nell’annuncio di questa nuova mazzata sulle classi popolari, Lepore da una parte cerca di dare la colpa al Governo, dall’altra però elogia la misura per “rafforzare il Trasporto pubblico locale, visti anche i tagli e i mancati finanziamenti del Governo; creare il fondo per la riparazione e l’adattamento climatico; ridurre il numero delle auto dei non residenti in centro storico; aumentare il numero di abbonati al trasporto pubblico”. In primis, Tper è una società per azioni, partecipata pubblica dalla Regione Emilia-Romagna (46,13%), Comune di Bologna (30,11%) e Città Metropolitana di Bologna (18,79%), a cui la convenzione è stata prorogata fino al 2028 senza nessuna gara d’appalto, e che nell’ultimo bilancio del 2023 dichiarava ricavi per 228 milioni e utili per 3,3 milioni: un’azienda più che in salute, mentre i lavoratori di Tper faticano ad arrivare a fine mese con salari bassi e turni massacranti. L’aumento del biglietto è un modo del Comune di fare cassa, ma è chiara la malafede che questi fondi servano per “rafforzare il trasporto pubblico” o per incentivare gli abbonamenti, mentre bisognerebbe invece ridurne i prezzi per incentivarne l’uso, come stanno facendo tante città europee. Così come è paradossale che il fondo riparazione per l’emergenza climatica venga pagato da chi già usa il trasporto pubblico! La storia tra le amministrazioni PD e il trasporto pubblico è una storia di soldi pubblici sprecati e fallimenti, a partire dalla questione del Civis, passando dal People Mover, e arrivando a oggi. Fermiamo la speculazione sulle nostre vite, basta con le politiche che privatizzano i servizi pubblici per il profitto di pochi. Le lotte ambientaliste e le lotte sociali sono direttamente collegate, costruiamo un fronte comune per l’accessibilità al trasporto pubblico fra lavoratrici e lavoratori, sindacati, studenti, realtà ambientaliste e organizzazioni politiche. Ci vediamo in assemblea cittadina venerdì 14/2 alle 18 sotto il Comune di Bologna!
APPELLO ALLA MOBILITAZIONE REGIONALE PER FERMARE IL DDL SICUREZZA no ddl sicurezza bologna La larga partecipazione all’assemblea regionale del 1° febbraio ha fatto emergere in modo chiaro come il DDL sicurezza sia un pericolo immediato per tante realtà a livello territoriale e nazionale. Una manovra che criminalizza chi difende il diritto alla casa, reprime chi lotta per la giustizia climatica, soffoca le possibilità di mobilitazione nel mondo dell’università e della formazione, attacca quelle pratiche che portano a maggiori diritti nel mondo del lavoro come lo sciopero, colpisce i diritti umani delle persone migranti e marginalizzate, affossa interi comparti produttivi come quello della canapa, inserisce preoccupanti spazi di manovra per i servizi segreti dello Stato. Il DDL Sicurezza rappresenta plasticamente il disegno autoritario del governo Meloni e la deriva autoritaria che è in corso in Europa e a livello globale. Il disegno del Governo è chiaramente orientato a produrre una ulteriore accelerazione che punta a mettere in discussione il ruolo (costituzionalmente garantito) dei “Corpi intermedi”, delle associazioni, dei movimenti, riducendo la democrazia a plebiscito e portando ad esaurire nel solo momento del voto la possibilità di partecipazione alle scelte che riguardano la nostre vite e il nostro paese. In questo senso, si vede all’orizzonte un angosciante legame con la proposta di riforma costituzionale in chiave presidenzialista, l’attacco alla classica separazione dei poteri, alle testate giornalistiche indipendenti, alle ONG, al diritto di sciopero. Per questo motivo facciamo appello a tutte le forze politiche, sociali, sindacali e associative a mobilitarsi e costruire una grande manifestazione regionale sabato 22 febbraio a Bologna. Una manifestazione di massa, accessibile e plurale, che faccia emergere un nuovo fronte per la democrazia. Davanti ad un Governo che identifica arbitrariamente i propri interessi con quelli della nazione, aprendo uno scontro istituzionale sempre più aspro, dobbiamo costruire una larga mobilitazione che abbia la forza di dimostrare che nel paese esiste una maggioranza che non si arrende ai tentativi, sempre più transnazionali, di comprimere gli spazi di democrazia e dissenso. L’unica cosa che fino ad oggi ha impedito l’approvazione del DDL sicurezza è stata la mobilitazione diffusa e capillare nel paese. Insieme abbiamo la forza per respingere definitivamente questo disegno di legge e alimentare un orizzonte comune in cui dissenso e conflitto siano il sale della democrazia a venire e il motore con cui difendere e conquistare i diritti dei molti, contro gli interessi e i privilegi dei pochi. Con questo spirito ci vediamo sabato 22 febbraio alle 15 in Piazza XX Settembre a Bologna. Per entrare nella rete, rilanciare la manifestazione con appelli, contributi o riflessioni e per partecipare all’organizzazione della manifestazione scrivi a: retenoddlemiliaromagna@gmail.com
Il CESP - Centro studi per la scuola pubblica di Bologna e il DISCI - Dipartimento di Storia Culture e Civiltà dell'Università di Bologna organizzano il corso di formazione nazionale per il personale della scuola pubblica statale: Dimensione globale e transnazionale nella didattica della storia Venerdì 28 marzo 2025 ore 8.30 – 18.30 DISCI – Dipartimento di Storia, Culture, Civiltà - Piazza San Giovanni in Monte 2, Bologna (in presenza) Link per iscriversi: https://forms.gle/wijLX4wejpmUQJHE7 Scarica la locandina e il modulo per richiedere il permesso L’attività di formazione si pone in continuità con il convegno sull’uso pubblico e politico della storia organizzato dal Cesp Bologna lo scorso 12 aprile presso l’istituto Belluzzi-Fioravanti. Rispetto a quella prima esperienza, pensata per proporre al personale scolastico una riflessione sulle fondamentali questioni della memoria e dell’uso pubblico della storia nel dibattito culturale e politico dell’intera Europa, l’intenzione è quella di puntare maggiormente l’attenzione sulla pratica didattica e di offrire uno spazio più ampio all’interazione tra i presenti e alla partecipazione attiva. Pertanto, dopo una parte introduttiva costituita di alcune relazioni che forniranno la cornice generale per le attività che si andranno a sviluppare, il resto del corso sarà dedicato ad attività laboratoriali i cui lavori verranno condivisi in una sessione plenaria conclusiva. PROGRAMMA: 8.30 Iscrizioni e registrazioni Introducono e coordinano Edoardo Recchi (CESP Bologna) e Vittorio Caporrella, Università di Bologna Politiche e didattica della storia nell’Europa orientale. Antonella Salomoni, Università di Bologna La storia globale oltre lo sguardo europeo. Connessioni transnazionali e spazi imperiali. Paolo Capuzzo, Università di Bologna Cancel culture: minaccia per le discipline storico-umanistiche o panico morale costruito? Emilio Zucchetti, Royal Holloway, University of London h. 11.15 – 11.30 Pausa caffè 11.30-13.30 Laboratori e gruppi di lavoro (prima sessione) Pausa pranzo 15.00-17-00 Laboratori e gruppi di lavoro (seconda sessione) 17.00-18.30 Restituzione e condivisione dei lavori in plenaria I laboratori avranno una durata di due ore e saranno ripetuti nel pomeriggio; ogni iscrittə al convegno quindi potrà partecipare a due di essi, uno nella prima sessione e uno nella seconda. Ulteriori indicazioni saranno fornite nei prossimi giorni sul sito. Titoli dei laboratori Programmazione e dimensione globale dei fenomeni storici, coordinano Rosario La Terra Bellina e Jacopo Frey Il 1980 a Bologna tra storia e memoria: persone, luoghi, fonti, coordina Valentina Millozzi Manuali di storia dal mondo: come si studia la storia negli altri paesi, coordinano Vittorio Caporrella, Silvia Di Fresco e Francesco Di Sirio Didattica della storia tra primaria e secondaria di primo grado: l’uso delle fonti, coordinano Gianluca Gabrielli e Edoardo Recchi Storia e odonomastica, coordinano Chiara Buonfiglioli, Olga Massari e Silvia Casali Come affrontare a scuola il XX secolo coordinano Monica Rook, Andrea Burzi e David Mugnai del Gruppo di lavoro “Insegnare900” dell’ISTR Per il programma e info in aggiornamento visita il sito www.cespbo.it IL CESP è ente accreditato/qualificato per la formazione del personale della scuola (Decreto Min. 25/07/06 prot.869, circ. MIUR prot. 406 del 21/2/06 - Direttiva 170/2016-MIUR). La partecipazione ai convegni e seminari CESP dà diritto, ai sensi dell’art. 36 del CCNL 2019/2021 (che sostituisce gli articoli 63 e 64 del CCNL 2006/2009), all’ESONERO DAL SERVIZIO. L'iscrizione è gratuita e al termine del corso verrà consegnato un attestato di partecipazione. Per info info@cespbo.it